Ashtanga Yoga: Cos’è e come praticarlo

ashtanga yoga

Ashtanga Yoga: Cos’è e come praticarlo

Settembre ormai è arrivato, il lettino e l’ombrellone sono solo un bel ricordo ormai, e nonostante le prime settimane di tolleranza, lo stress sta per tornare. Se anche tu cerchi un modo per evadere dai pensieri che ci sommergono durante questo rientro dalle vacanze, ecco perché proviamo a darti una soluzione parlandoti dell’Ashtanga Yoga

ASHTANGA YOGA – COS’è?
La parola ashtanga ha due significati, letteralmente vuol dire “otto”, e fa riferimento agli otto rami dello yoga, che sono: NYAMA (osservanza), YAMA (astinenza), PRANAYAMA (controllo dell’energia con il respiro), ASANA (posture), PRATYAHARA (controllo dei sensi), DHARANA (concentrazione), SAMADHI (contemplazione), DHYANA (meditaziocone).

Allo stesso tempo indica uno stile di Hatha Yoga, chiamato Ashtanga Vinyasa yoga, ovvero una pratica basata sul connubio tra coordinazione dei movimenti (o posizioni) ed una corretta respirazione.
Il promotore principale di questa disciplina è Pattabhis Jois, che nei primi anni del 1900 è riuscito a promuovere in tutto il mondo ma principalmente in America, questo tipo di yoga che discende a sua volta da un antico testo chiamato Yoga Korunta.
Proprio Pattabhis Jois definisce alcuni aspetti fondamentali di questa disciplina ovvero:

Il VINYASA, che come accennato sopra si basa sull’equilibrio tra movimenti e respirazione, suggerendo un solo respiro per ogni movimento. Tutto questo ha un fine, ed è quello di purificare il corpo e il sistema nervoso grazie al calore sanguigno, che permette al sangue di scorrere meglio andando a pulire gli organi interni elasticizzando allo stesso tempo i muscoli.
TRISTHANA, composto da tre componenti che vanno adoperate contemporaneamente per una corretta esecuzione dell’esercizio, e sono : Le ASANA o posture, permettono di elasticizzare il corpo; Il RESPIRO, composto ovviamente dalle due fasi (espirazione ed inspirazione). Eseguendo dei respiri profondi ed intensi aumenta la temperatura corporea che purificano il sistema nervoso per ultimo lo sguardo o DRISTHI, corrisponde al luogo dove ci si deve focalizzare mentre si eseguono le varie posture. Solitamente si sceglie di rivolgere lo sguardo tra uno di questi punti : la punta del naso, le mani, i piedi, l’ombelico.

Ashtanga yoga esercizi:
La pratica dell’Ashtanga yoga prevede quindi l’esecuzione di ASANA (posture) rigorosamente in piedi da svolgere tutti i giorni, ma allo stesso tempo rispettando il riposo settimanale che per tradizione è il giorno del sabato. L’Ashtanga è una pratica molto impegnativa, di conseguenza sconsigliata soprattutto agli anziani e per chiunque non si trovi in una buona condizione fisica.
Ashtanga yoga serie:
Le serie dell’ashtanga yoga sono in tutto sei divise tra prima seconda e terza serie, quest’ultima si articola in tre ulteriori livelli A, B, C.
Le prime due sono le più importanti e soprattutto le più praticate, la terza comprese le sue sotto sequenze che la compongono viene praticata da un numero molto basso di persone, soprattutto dai più appassionati, dove per passione si intende il tempo dedicato all’esercitazione.
Tutte le serie hanno delle caratteristiche comuni che sono:
DUE saluti al sole prima di ogni sessione di ashtanga. Denominati Surya Namaskar A e B, devono essere eseguiti dalle 3 alle 5 volte, hanno come scopo principale quello di stabilizzare il respiro facendo così entrare il corpo in una fase di rilassamento e concentrazione, elementi chiave per il corretto svolgimento.
UNA sequenza di posture o Asana “principali” da eseguire ovviamente in piedi, con il fine di preparare il corpo e risvegliarlo attraverso un “attivazione dell’energia”. Per ultima una serie di chiusura dell’esercizio che rimane comune in quanto ha la funzione di far raggiungere il “picco energetico” massimo di ognuno. In questa fase il respiro solitamente è più attenuato, i muscoli sono ben distesi e quindi più leggeri ed il focus dell’attenzione è spostato all’interno del proprio corpo.

ASHTANGA YOGA PRIMA SERIE
La prima serie chiamata anche Chikitsa Yoga, serve ad equilibrare corpo e mente, può addirittura essere considerata una terapia. Inizia come già accennato con il saluto al sole, e si compone poi di 75 Asana eseguite idealmente in massimo due ore. Attraverso le varie posture crea quindi un “apertura” del corpo, che una volta raggiunta permette di aprire le anche, elemento fondamentale per una buona riuscita della seduta. Infatti l’apertura delle anche permette di accedere alla colonna vertebrale e di conseguenza al sistema nervoso, base principale di lavoro nello yoga. Si conclude con la fase di rilassamento finale nella posizione del “cadavere” o Savasana.

ASHTANGA YOGA SECONDA SERIE
Il passaggio dalla prima alla seconda serie è un momento molto delicato, infatti la complessità delle posture aumenta, di conseguenza solo chi avrà correttamente assimilato lo svolgimento e le varie asana della prima serie potrà poi passare alla seconda. E’ chiamata Nadi Shodhana ed ha come funzione principe quella di ripulire i canali interni dove passa il “prana” o più semplicemente l’energia vitale, ed è composta anch’essa da una serie di asana eseguibili idealmente in circa 75 minuti.

“Il primo mese sei stanco, il secondo hai dolori, il terzo voli.”
PATTABHI JOYS

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