Cos’è la meditazione e come aiuta a controllare la mente

Meditazione

Cos’è la meditazione e come aiuta a controllare la mente

La meditazione è una pratica nata in India che mette al centro i pensieri, le emozioni e le sensazioni di chi medita. Quest’ultima ha finalità ben precisa, ovvero quella di riavvicinarsi a sé stessi e acquisire un maggiore controllo della propria psiche, calmando la mente e aumentando la consapevolezza di sé.

Attraverso la meditazione è possibile imparare ad incanalare l’attenzione su un concetto ben preciso, sull’ambiente esterno o su un oggetto, allenando la capacità della mente di concentrarsi su un solo pensiero e mettendo da parte tutti gli altri stimoli esterni.

QUAL É LO SCOPO DELLA MEDITAZIONE?

Dalle origini antiche, quest’ultima è un’attività volta all’auto-realizzazione ed è solitamente effettuata in funzione di scopi di natura religiosa, filosofica, spirituale o semplicemente per l’accrescimento del benessere psicofisico.

L’obiettivo di una meditazione costante e regolare è quello di sgombrare e calmare la mente, acquisendo il reale controllo dei propri pensieri – isolando quelli negativi – che il più delle volte prendono il sopravvento.

A tal proposito, potrebbe essere interessante sapere che un recente studio canadese – condotto dalla Queen’s University e pubblicato sulla rivista Nature Communications – ha quantificato con precisione il numero di pensieri al giorno elaborati dal nostro cervello.

Dai risultati della ricerca effettuata, pare che quest’ultimo sia in grado di produrre con esattezza ben 6.000 pensieri ogni singolo giorno che fluiscono l’uno con l’altro e non sono sempre facili da isolare.

É qui che entrano in gioco le tecniche di meditazione, capaci di isolare lo scorrere dei pensieri frenetici ed allenare la mente a concentrarsi su ciò che è importante e necessario.

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La pratica della meditazione ha infatti uno scopo ben preciso: imparare a domare la mente e ad assumerne il pieno controllo per ritrovarsi nell’ambiente e nel momento presente, imparare ad accettarsi ed essere grati.

Per riassumere, con la meditazione è possibile:

  • connettersi con il proprio io interiore e aumentare la consapevolezza di sé. In questo modo si entra in un profondo stato di auto-osservazione, si lavora sulla percezione di sé, dei propri pensieri, delle singole parti del proprio corpo;
  • imparare a focalizzare l’attenzione su un oggetto, a coglierne l’essenza e la sua natura più profonda. Questo aspetto della tecnica aiuta a sviluppare la consapevolezza di tutto ciò che è intorno a noi, della sua funzione quotidiana e di come viene plasmato in base alle nostre sensazioni ed emozioni;
  • ricercare l’armonia, che possiamo interpretare anche come fonte della tranquillità ed equilibrio che emerge dai suoni, dalle forme, dai colori che ci circondano.

COME MEDITARE NEL MODO GIUSTO?

Per poter meditare nel modo corretto, è opportuno seguire delle regole ben precise che servono a guidarci nel processo.

1. SCEGLIERE UN LUOGO CALMO E TRANQUILLO E  DEFINIRE CON ANTICIPO IL TEMPO DA DEDICARE  ALLA PRATICA

Affinché la pratica possa essere efficace, è necessario che chi vuole meditare si rechi in un luogo adatto allo scopo, il quale deve essere calmo e tranquillo.

Non c’è bisogno di grandi spazi: anche se si ha a disposizione solo una piccola stanza per sé stessi, è importante che si tratti comunque di un ambiente familiare che induca al rilassamento.

Soprattutto per i principianti, quest’ultima è una condizione necessaria per evitare interferenze esterne e permettere così a chi medita di potersi concentrare sulla pratica senza interruzioni.

Dunque, è necessario isolare gli elementi di disturbo prima di cominciare spegnendo tutti i dispositivi elettronici presenti nella stanza, quali televisore, pc e smartphone.

Quando la confidenza con la pratica aumenta, quest’ultima può essere effettuata anche con lievi rumori di sottofondo, proprio in considerazione del fatto che una delle finalità della meditazione è quella di aumentare la consapevolezza non solo di sé stessi, ma anche del mondo esterno, includendo tutti quegli elementi che finiscono col prendere il sopravvento sulla nostra mente.

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Un’altra buona abitudine da prendere se si decide di sperimentare gli effetti della meditazione, è senza dubbio quella di imparare a gestire i tempi e decidere dunque con largo anticipo quale deve essere la durata precisa da dedicare alla sessione.

I principianti potranno iniziare con una breve meditazione: una sessione da 5 minuti – ripetuta una volta al giorno – sarà più che sufficiente per iniziare a prendere la dovuta familiarità con la pratica. Questo perché è necessaria molta concentrazione per rilassarsi e ci vorrà del tempo prima di cominciare a familiarizzare ed immergersi nel processo senza distrarsi.

Col passare del tempo, puoi anche aumentare la durata della meditazione di 5 minuti per volta (20 minuti è considerato un tempo sufficiente), per poi passare a dedicare 2 sessioni al giorno alla pratica (solitamente al mattino e alla sera).

2. INDOSSARE DEGLI INDUMENTI COMODI

Altro elemento necessario per perdersi nella pratica, è quello di preferire un abbigliamento comodo ed evitare possibili sensazioni di disagio.

Soprattutto se mediti all’aperto, assicurati che il tuo abbigliamento sia conforme alla temperatura esterna, in modo da non avere freddo o, al contrario, caldo.

3. CONCENTRARSI AL 100% SULLA PRATICA

Dopo aver assunto una posizione comoda (da seduto/a su un tappetino gambe incrociate o su una sedia), puoi iniziare seriamente la pratica.

Chiudi gli occhi e concentrati intensamente sul fluire dei tuoi pensieri, sul momento presente e sull’ambiente circostante. Pian piano, sposta l’attenzione dalla totalità dei pensieri su un concetto singolo, su un oggetto, su una parte del tuo corpo. Prenditi un momento e analizza ogni singolo elemento dell’oggetto scelto, fino a coglierne la reale essenza.

Respira profondamente durante tutta la pratica. Se può esserti d’aiuto, visualizza un’immagine che serva a guidare la tua respirazione – come un fiore poggiato sul petto, che si innalza e si abbassa ad ogni respiro – e sincronizzati a quel movimento.

Una tecnica di meditazione che serve ad aumentare la concentrazione verso sé stessi e verso la pratica, è quella di ripetere un mantra, ossia un suono, una frase o una parola. Questa va ripetuta o sussurrata fino a raggiungere un profondo stato meditativo, che consenta di isolare i pensieri e le emozioni negative.

Ma la meditazione produce maggiori effetti se fatta sotto la sapiente guida di un esperto, soprattutto ai livelli per principianti. Ecco quindi una lezione per introdurti alla meditazione della montagna, una tecnica ideata per consolidare la fiducia e la solidità in sé stessi.

QUANTI TIPI DI MEDITAZIONE ESISTONO?

Come accade per tutte le tecniche antiche, plasmate da varie culture e correnti di pensiero, anche per la meditazione esistono molteplici varianti, tutte incentrate su un aspetto differente. Vediamo le più diffuse.

1. MEDITAZIONE ZEN

La creazione di questa variante si attribuisce ad un monaco indiano nel sesto secolo D.C.

La meditazione zen corrisponde alla classica meditazione buddista effettuata da seduti, spesso identificata da tutti come la vera e propria meditazione.

Quanto alle caratteristiche principali della variante, come già accennato, quest’ultima si esegue stando seduti, a gambe incrociate e in posizione comoda. Il suo focus è incentrato su due elementi ben specifici: il respiro e la staticità.

Per ottenere una buona riuscita della tecnica è opportuno restare sempre concentrati, restando “nel qui ed ora” con la propria mente. Tra i principali benefici riscontrati troviamo una maggiore consapevolezza, capacità di osservazione e autocontrollo.

2. MEDITAZIONE CAMMINATA

La meditazione camminata, è una forma particolare di meditazione, messa in pratica per la prima volta da Buddha durante il suo giro dell’India.

Questa meditazione, per l’appunto, si effettua mentre si cammina ed ha l’obiettivo di eliminare della mente ogni pensiero superfluo prodotto durante lo spostamento. Questa eliminazione è pensata per arrivare a destinazione con una mente diversa, molto più lucida e sgombra rispetto a quella che si aveva al punto di partenza.

Il beneficio principale che se ne può trarre è dunque quello di disciplinare la mente, partendo dalla rielaborazione e riorganizzazione dei propri pensieri.

3. MEDITAZIONE VIPASSANA

La meditazione vipassana nasce nel sesto secolo A.C. e si ispira al buddismo. Conosciuta anche come meditazione consapevole, quest’ultima si basa appunto sulla diffusione della consapevolezza, soprattutto nei confronti della propria respirazione.

Si pratica da seduti, ponendo l’attenzione su un oggetto e sui suoi eventuali movimenti. L’obiettivo della pratica è quello di elevare la propria  spiritualità ad un livello superiore, dal quale deriva una nuova visione della vita molto più luminosa e, per l’appunto, consapevole.

4. MEDITAZIONE MINDFULNESS

Sviluppata al termine degli anni 70, la mindfulness è una variante che affonda le proprie radici alla meditazione vipassana. Quest’ultima si basa su tre concetti principali, ossia: osservare senza giudicare, il “qui ed ora”, nonché la trasparenza emotiva.

I suoi benefici sono l’annullamento del dolore attraverso lo sviluppo di consapevolezza ed accettazione di sé stessi, a vantaggio del completo benessere psicofisico.

5. MEDITAZIONE KUNDALINI

La meditazione Kundalini si pone come obiettivo è quello di risvegliare un particolare tipo di energia  che si presenta avvolta a spirale, sulla base della nostra colonna vertebrale.

Ogni sessione di kundalini è diversa dalle altre in quanto si concentra su un chakra specifico, con l’obiettivo di attivarne o accentuarne i benefici.

Il beneficio principale della pratica è quello di ottenere una piena realizzazione di sé ed una gioia profonda.

Queste sono solo 5 delle numerose tecniche di meditazione diffuse nel mondo. Se hai voglia di avvicinarti alla pratica, prova le lezioni dedicate su Fitprime TV, la piattaforma che ti permette di rilassarti ed allenarti online con centinaia di lezioni on demand e workout in diretta LIVE. 

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