Come curare e prevenire uno strappo muscolare

strappo muscolare

Come curare e prevenire uno strappo muscolare

Ti è mai capitato di trovarti di fronte ad uno strappo muscolare e di non sapere quali interventi effettuare per alleviare il dolore? Sapevi che esistono differenti tipologie di lesioni muscolari che vanno fronteggiate in maniera diversa, a seconda della gravità del danno? Con questo articolo facciamo chiarezza su cosa sono gli strappi muscolari, su come curarli, sui tipi esistenti e – soprattutto – cosa possiamo fare per prevenirli.

COS’É UNO STRAPPO MUSCOLARE

Lo strappo muscolare corrisponde ad una grave lesione delle fibre che compongono il muscolo coinvolto. Spesso è dovuto ad una contrazione improvvisa, veloce e sbagliata del muscolo che può avvenire durante un movimento di qualsiasi tipo. Infatti, se è vero che una lesione si verifica maggiormente durante l’esecuzione di attività sportive (come la corsa, il rugby o la pallavolo), è del tutto normale che possa verificarsi anche durante le tipiche attività quotidiane (ad esempio salendo le scale velocemente).

Tutti i muscoli del nostro corpo possono essere interessati da un trauma. Tuttavia ce ne sono alcuni, come i muscoli flessori ed estensori degli arti inferiori, che subiscono delle lesioni con maggiore frequenza. Più raro è invece il coinvolgimento degli addominali, dei dorsali e dei lombari così come del muscolo trapezio dell’avambraccio, della mano oppure del gluteo.

Una prima distinzione dei traumi muscolari va fatta tra trauma diretto e trauma indiretto. Il primo si ha quando una forza esterna (ad esempio un calcio dell’avversario) colpisce il muscolo provocandone una lesione. Il secondo si ha quando il muscolo si allunga e si rompe senza l’intervento di una forza esterna. Ancora gli strappi muscolari possono essere distinti in acuti e in cronici. Nel primo caso, la lesione si manifesta se il muscolo coinvolto viene allungato con troppa velocità o di più rispetto a quanto è normalmente possibile. Nel secondo caso, la lesione si verifica quando il movimento è ripetitivo e prolungato.

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TIPI DI LESIONE MUSCOLARE

Le lesioni muscolari possono essere classificate in 5 diversi gradi e distinte a seconda del numero di fibre muscolari danneggiate dal movimento effettuato. In particolare troviamo:

  • Contrattura muscolare
  • Stiramento muscolare o elongazione muscolare
  • Primo grado
  • Secondo grado
  • Terzo grado

La contrattura muscolare è il tipo di lesione più leggero, caratterizzato dall’aumento involontario e permanente del tono muscolare. Questo aumento si manifesta, in media, dai 3 agli 8 giorni. Lo stiramento muscolare non è una vera e propria lesione bensì un infortunio, poiché le fibre restano intatte. Per essere precisi lo stiramento corrisponde ad un eccessivo allungamento delle fibre muscolari, il quale sorpassa le normali possibilità di allungamento del muscolo. Si risolve in media, nell’arco di 15 giorni.

Ben diverse sono le lesioni di primo, secondo e terzo grado. Nelle lesioni di primo grado si verifica un danneggiamento di poche fibre corrispondenti a meno del 5% delle fibre totali. Si tratta di un trauma doloroso a seguito del quale si creerà un tessuto cicatriziale per ricostruire il muscolo. I tempi di recupero variano solitamente dai 20 ai 30 giorni. Nelle lesioni di secondo grado si verifica un danneggiamento di interi fascicoli muscolari che arriva fino al 75% delle fibre complessive. I tempi di recupero vanno solitamente dai 30 ai 45 giorni. Nelle lesioni di terzo grado la rottura riguarda la maggior parte o tutto il muscolo, quindi oltre il 75% delle fibre totali. I tempi di recupero superano i 45 giorni.

STRAPPO MUSCOLARE – CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Abbiamo già detto che gli strappi muscolari sono causati da sollecitazioni veloci, improvvise e sbagliate. Sebbene possano verificarsi in qualsiasi momento della giornata, questi sono piuttosto frequenti negli sport di tipo esplosivo. Nello specifico, gli sport che più provocano lesioni sono il calcio, il rugby, gli sprint e il sollevamento pesi.

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Una lesione può interessare sia persone che praticano sport ma che non si allenano a livello agonistico, sia gli atleti. In generale, questi ultimi sono più colpiti da lesioni muscolari quando non sono ben allenati o non hanno dedicato del tempo al riscaldamento.

In breve, possiamo distinguere alcuni fattori di rischio che causano le lesioni delle fibre. Ecco un elenco:

  • Salto della fase del riscaldamento
  • Riscaldamento inadeguato rispetto allo sforzo da compiere (minore di 10-15 minuti)
  • Situazione di squilibrio della forza tra i muscoli agonisti ed antagonisti
  • Affaticamento muscolare eccessivo
  • Situazione di asimmetria degli arti
  • Infortuni pregressi della muscolatura
  • Deficit della flessibilità articolare
  • Deficit della flessibilità muscolare

STRAPPO MUSCOLARE – SINTOMI

Ci sono molteplici campanelli d’allarme che indicano la presenza di una lesione muscolare. In particolare, i sintomi più comuni sono:

  • Forte dolore acuto
  • Immobilità della zona colpita
  • Gonfiore
  • Muscolo duro e contratto al tatto, con possibilità di avvallamento
  • Infiammazione
  • Edema
  • Emorragia

L’intensità del dolore che si avverte in questi casi varia a seconda della percentuale di fibre muscolari coinvolte: questa sarà maggiore in caso di traumi di secondo e terzo grado e minore nei casi di primo grado. Di fronte ad un trauma muscolare si verifica la rottura non solo delle fibre ma anche dei vasi sanguigni e dei capillari che irrorano i muscoli. É questo il motivo per cui spesso si riscontra la comparsa di ematomi di diversa grandezza. La lesione muscolare potrebbe, infine, essere anche collegata ad una lesione di tipo neurologico.

STRAPPO MUSCOLARE – RIMEDI

Ora che sappiamo quali sono le cause e i sintomi, possiamo concentrarci su come curare uno strappo muscolare. Appena si avverte un dolore acuto, la prima cosa utile da fare – per attutire i danni e prevenire la formazione di edemi ed ematomi – è quella di applicare subito del ghiaccio, comprimere con una benda la zona interessata, elevare l’arto danneggiato e riposare, interrompendo subito l’attività (protocollo RICE, acronimo di Rest, Ice, Compression, Elevation).

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L’intervento da praticare in questi casi è strettamente correlato all’entità del danno subìto. Per questo è opportuno rivolgersi ad uno specialista per capire qual è il tipo di lesione in atto e quali sono le migliori procedure da attuare per riparare le fibre muscolari. A discrezione dello specialista potrebbero essere utili degli interventi terapeutici (come le onde d’urto, ultrasuoni, farmaci o fisioterapia) per accelerare e facilitare il processo di guarigione.

Durante la riabilitazione, capita spesso che il dolore scompaia subito dopo alcune sedute di terapia. Questo è indice di ripresa ma non di guarigione completa. Infatti, è opportuno completare tutte le sedute e solo dopo dedicare molto tempo alla rieducazione posturale prima di riprendere le altre attività. Fondamentali sono poi gli esercizi di stretching (i quali devono essere mantenuti sempre sotto la soglia del dolore) che aiuteranno il muscolo a ritrovare la sua elasticità. L’interruzione della pratica sportiva può interessare fino ai 4 mesi successivi all’infortunio, a seconda del trauma.

COME PREVENIRE UNA LESIONE DELLE FIBRE MUSCOLARI

La prevenzione è la migliore arma che possiamo usare per evitare i traumi. Ecco degli accorgimenti che permettono di ridurre la possibilità di trovarsi di fronte ad una lesione del muscolo:

  • Prima di svolgere qualsiasi attività fisica, dedica alcuni minuti a riscaldare i distretti muscolari. Questo processo è fondamentale per preparare il muscolo ad affrontare sforzi e sollecitazioni.
  • Un ulteriore consiglio legato allo sport è quello di allenarsi regolarmente e – soprattutto – di farlo gradualmente e con cautela. Inizia con attività leggere per risvegliare i muscoli (come la ginnastica dolce) e solo dopo introduci attività più intense (come la sala pesi). Pratica sport dalle 2 alle 4 volte a settimana.
  • Allenati solo quando sei nella giusta condizione fisica. Costantemente il nostro corpo ci invia dei segnali per cui se avverti forti dolori non sottovalutarli. Al contrario, i normali dolori post allenamento devono essere fronteggiati con il recupero, fondamentale per permettere ai muscoli di rigenerarsi. Ecco perché – se non hai recuperato pienamente le energie o comunque non sei in piena forma – ti consigliamo di posticipare l’allenamento. Se il dolore persiste rivolgiti ad uno specialista.
  • Scegli un abbigliamento idoneo rispetto al tipo di allenamento che stai svolgendo. In particolare, assicurati di indossare capi che ti permettano di muoverti liberamente e scarpe che diano il giusto sostegno alle tue articolazioni.
  • Infine, al termine di una sessione di allenamento dedica sempre qualche minuto al defaticamento. Lo stretching però deve essere effettuato seriamente e con cautela. Se non sai come allungare i muscoli nel modo corretto, potresti comunque lesionare le fibre muscolari.

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