I benefici della previdenza integrativa

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Salute sul Lavoro

I benefici della previdenza integrativa

di Chiara Buongiorno  - 

07/03/2023

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I dipendenti che vogliano far accrescere i propri risparmi possono decidere di affidarsi a un fondo pensione privato. Parliamo della previdenza integrativa, che affianca quella obbligatoria e permette una forma di risparmio. Infatti è fiscalmente agevolata. 

In questo articolo approfondiamo il discorso sulla previdenza integrativa e ti forniamo informazioni importanti da condividere con i tuoi dipendenti. 

Spieghiamo i meccanismi della deducibilità fiscale della previdenza integrativa e ti mostriamo i suoi vantaggi.

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La previdenza integrativa
previdenza integrativa deducibilità fiscale

In Italia tutti i lavoratori che instaurano un rapporto di lavoro devono essere iscritti a forme previdenziali gestite da enti pubblici, finanziate tramite dei contributi che vengono corrisposti sulle singole retribuzioni. In questo caso si tratta di una previdenza obbligatoria, ovvero un’assicurazione contro i principali eventi che potrebbero impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa. 

I lavoratori possono decidere di integrare i trattamenti previdenziali obbligatori attraverso la previdenza integrativa (detta anche complementare). 

La previdenza integrativa è disciplinata nel d.lgs. 252/200, che ne ha operato una riforma complessiva. Questo secondo livello di copertura pensionistica è stato istituito poiché il modo in cui veniva calcolata la pensione, ovvero misurando il rapporto tra essa e la retribuzione media ricevuta durante gli ultimi anni di lavoro, è stato sostituito da un metodo contributivo. La pensione dunque viene oggi calcolata in funzione dei contributi versati da un lavoratore nell’arco della sua vita professionale. Si tratta di provvedimenti messi in atto per sostenere forme di pensioni private. Infatti un dipendente ha la possibilità di scegliere o meno di aderire a una forma di previdenza integrativa.  

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E’ compito del datore di lavoro fornire al lavoratore che si iscrive alla previdenza integrativa la documentazione necessaria, ma il dipendente deve indicare il fondo pensionistico o il Piano individuale Pensionistico (PIP) prescelto. Di conseguenza può godere dei diritti appartenenti alla forma previdenziale a cui ha aderito, ma deve versare i contributi richiesti tramite il proprio TFR maturato nel corso del tempo. 

Esistono diverse tipologie di fondi pensione che i dipendenti possono scegliere. Vediamoli insieme: 

  1. .I fondi chiusi: sono forme pensionistiche integrative istituite dai datori di lavoro e dai rappresentanti dei lavoratori, Possono aderire solo i lavoratori appartenenti alla categoria di riferimento.
  2. .I fondi aperti: sono forme pensionistiche integrative istituite da banche assicurazioni o da società di gestione del risparmio. Può aderire chiunque, sia in forma individuale che in forma collettiva.
  3. .I fondi pensione preesistenti: sono forme pensionistiche diverse da quelle istituite successivamente a esse. Esistono dal 1992 e permettono di gestire le risorse senza la mediazione di figure specializzate. 
  4. .I piani pensionistici individuali: sono i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Può aderire chiunque, ma solo in forma individuale. 

Si può scegliere in modo individuale e autonomo quanto versare nel fondo pensione e con quale frequenza. 

E’ possibile aderire contemporaneamente a più fondi pensione e anche iscrivere un soggetto a carico, ad esempio un figlio. In questo caso si può godere comunque dei benefici fiscali previsti dalla legge. 

Un lavoratore può anche scegliere di non aderire a nessuna forma di previdenza integrativa; in tal caso opta per il mantenimento del TFR maturato presso il proprio datore di lavoro.

Aderire alla previdenza integrativa o complementare permette di: 

  1. .Integrare la pensione di base 
  2. .Affrontare eventuali difficoltà economiche (spese sanitarie impreviste, periodo di disoccupazione)
  3. .Anticipare l’uscita dal mondo del lavoro rispetto all’età pensionabile

La previdenza integrativa e la deducibilità fiscale

Approfondiamo quali sono i meccanismi che regolano la deducibilità fiscale della previdenza integrativa.

Sui contributi versati ogni anno sul fondo della previdenza integrativa si abbatte l’imponibile fiscale ai fini IRPEF. Infatti i versamenti non vengono compresi all’interno del reddito dichiarato su cui viene applicata l’aliquota progressiva prevista e di conseguenza diminuiscono le imposte da versare. 

Il limite di deducibilità fiscale della previdenza integrativa ammonta a 5.164,57 euro annui, entro il quale i contributi annuali versati si possono dedurre. 

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 sono stati individuati quattro nuovi scaglioni di reddito grazie ai quali si può continuare a risparmiare sull’IRPEF. L’imposta sul reddito delle persone fisiche fa sempre riferimento all’anno solare precedente rispetto a quello in cui è presentata la dichiarazione; si applica sul reddito complessivo del soggetto. Per imponibile IRPEF si intende il reddito complessivo su cui è applicata l’aliquota progressiva, in base allo scaglione di appartenenza. Tale aliquota dipende dalla somma dei singoli redditi lordi, dai sottratti degli oneri deducibili ( tra cui i versamenti al fondo pensione) e dalla sottrazione dell’abitazione principale. 

previdenza integrativa

Dunque l’iscrizione a un fondo di previdenza integrativa permette di risparmiare in termini fiscali: le spese relative al fondo pensione sono sottratte e di conseguenza l’importo totale dell’aliquota IRPEF da versare diminuisce. 

Tra i vantaggi che si possono trarre dalla deducibilità fiscale della previdenza integrativa riscontriamo:

  1. .Abbattimento dell’imponibile fiscale
  2. .Applicazione delle aliquote su una base di reddito inferiore
  3. .Diminuzione delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi per l’anno successivo
  4. .Ogni anno è possibile portare in deduzione fino a 5.164,57 euro di contributi versati alla previdenza complementare. 

Quando è il datore di lavoro ad aver già versato l’IRPEF trattenendola nel corso dell’anno, il dipendente conosce un vantaggio fiscale sul 730 dell’anno successivo mediante un rimborso in busta paga. 

Maggiore è il reddito del lavoratore e l’aliquota IRPEF, maggiore è il beneficio della deducibilità fiscale del fondo pensione. 

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La previdenza integrativa: cos’è?
previdenza integrativa cos'è

La previdenza integrativa, conosciuta anche come previdenza integrativa. è una forma di previdenza privata che integra quella di carattere obbligatorio. Consiste nella formazione, per ogni lavoratore che sceglie di aderirvi, di un conto pensionistico individuale, finanziato da versamenti contributivi corrisposti sulle singole retribuzioni. Le somme versate sono investite poi nei mercati finanziari da specialisti, al fine di farle aumentare nel tempo. 

Il capitale accantonato in un individuale fondo di previdenza integrativa dipende: dalle somme versate, dalla durata del tempo durante il quale sono continuati i versamenti, dai costi sostenuti durante il periodo di iscrizione al corso e dal rendimento degli investimenti sui mercati finanziari. 

Al momento del pensionamento il lavoratore è libero di convertire la somma accumulata sul fondo pensionistico in rendita e dunque ricevere una quota mensile fissa, oppure avere una parte in capitale e la restante in rendita. 

Per affrontare imprevisti di carattere economico, nei casi previsti dalla legge, è possibile prelevare parte delle somme accumulate in modo anticipato. Basta presentare la documentazione necessaria. Alcuni casi in cui è possibile usufruire prima del previsto della quota versata sul proprio fondo pensionistico sono: spese sanitarie straordinarie, l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, motivi personali o familiari. 

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autore

Chiara Buongiorno