Il premio di risultato

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Welfare e Benefit Aziendali

Il premio di risultato

di Chiara Buongiorno  - 

08/08/2022

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Il premio di risultato è uno strumento molto efficace per aumentare la motivazione dei lavoratori. Concedere un bonus in denaro o un aumento dei fringe benefit può portare il lavoratore a sentirsi riconosciuto e valorizzato. Di conseguenza aumenterà il suo benessere generale e ci sarà un aumento della produttività.

Il premio di risultato, o premio di produzione, è gestito in maniera particolare dalla legislazione per permettere alle aziende di risparmiare a livello fiscale. Anche i lavoratori che lo ricevono avranno un abbattimento del cuneo fiscale, ossia della differenza tra il loro stipendio lordo e lo stipendio netto. 

Negli ultimi anni sono state emanate nuove norme e nuovi decreti per incentivare il suo utilizzo, in modo da creare un aumento del potere d’acquisto dei lavoratori e del benessere percepito all’interno della work-life balance. 

Analizziamo di seguito le modalità della tassazione premio in busta paga, la detassazione del premio di risultato e anche la possibilità di trasformare questi premi in fringe benefit all'interno di un piano welfare aziendale.

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Premio di risultato

Per assegnare il premio di risultato si parte da alcuni parametri di base. È importante controllare la qualità del lavoro, così come l’efficienza delle attività svolte dal dipendente. Le aziende possono assegnare premi di risultato soprattutto nel caso in cui è possibile calcolare un aumento della redditività e della produttività. Il premio può anche essere assegnato a un intero team o dipartimento, quando vengono raggiunti specifici obiettivi o viene concluso un progetto con successo.

In seguito all’analisi dei parametri, la direzione ha la possibilità di scegliere diverse forme di bonus, di cui il premio di risultato è uno dei più diffusi. 

Molte aziende scelgono i premi come strategia di incentivo per superare momenti di crisi o aumento del lavoro, in modo tale da riconoscere ai lavoratori l’impegno e lo sforzo applicato in quel determinato periodo. Tra i benefici di queste strategie ricordiamo la fidelizzazione del lavoratore: sarà più portato a ricoprire la sua posizione,  grazie alla soddisfazione ottenuta sul lungo termine. 

Le aziende che offrono premi di risultato appaiono anche molto più attraenti agli occhi dei migliori talenti che cercano lavoro. Infatti sempre più persone sono attente all’interesse che le aziende pongono nei confronti del benessere personale e professionale dei lavoratori.

tassazione per i premi di risultato<br>
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La tassazione per i premi di risultato

Grazie alle più recenti normative è possibile accedere a speciali agevolazioni fiscali per quanto riguarda la tassazione premio in busta paga. Vediamo in breve di cosa si tratta.

Il premio di produzione concesso al dipendente non concorre alla formazione del reddito complessivo, se è previsto da CCNL aziendale o relativo al settore. Ciò significa che le detrazioni d’imposta saranno applicate su un imponibile minore. Le aziende che versano questi premi potranno accedere a una tassazione sostitutiva IRPEF con aliquota del 10% nel caso di importi fino a 3.000 euro (anziché del 23%).

Inoltre il premio è deducibile ai fini IRES. Questo vale per i premi assegnati a dipendenti che non avevano superato gli 80.000 euro di reddito lordo durante l’anno precedente. Il limite dei 3.000 euro è relativo alla somma totale dei premi percepiti dal dipendente, in busta paga, in forma di fringe benefit aziendali ed anche includendo eventuali premi da precedenti datori di lavoro.

Esiste un caso in cui il limite dei 3.000 euro sale a 4.000 euro. Questo avviene quando il premio di risultato è confermato per tutta la forza lavoro e non per alcuni dipendenti nello specifico, se i loro contratti sono stati firmati prima del 24 aprile 2017. Per i contratti successivi si applica invece un sistema di decontribuzione.

Per confermare l’identificazione di un premio di risultato come tale, non è solo necessario raggiungere l’obiettivo di produttività o redditività, ma serve anche poter dimostrare che il risultato sia incrementale rispetto a quello raggiunto prima del periodo di maturazione del premio. È fondamentale quindi che il periodo trascorso tra un premio e l’altro sia abbastanza lungo da poter misurare l’effettivo miglioramento di produttività o redditività a livello aziendale.

Durante l’anno 2022 è stato previsto un ulteriore sistema per la riduzione del cuneo fiscale. Infatti sarà disponibile uno sconto dell’aliquota INPS a carico del lavoro dello 0,80% per i lavoratori che hanno reddito fino a 35.000 euro lordi l’anno (2.962 euro lordi al mese).

Per quanto riguarda la detassazione premi di risultato nell’ambito dei contributi INPS, si prevede una diminuzione del 20% dei contributi versati dal datore di lavoro (aliquota IVS), per premi fino a 800 euro, se il lavoratore non versa in prima persona contributi sullo stesso importo.

Ciò significa che le agevolazioni includono sia la detassazione del 20% sia l’esclusione degli obblighi da parte del dipendente. I requisiti per approfittare di tali agevolazioni sui contributi sul premio in busta paga riguardano il caso in cui esista un accordo territoriale o di 2⁰ livello con le parti sindacali di cui tutti i lavoratori possano usufruire.

Questo contratto deve essere stato depositato presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro o la Direzione Territoriale del Lavoro (entro 30 giorni dalla firma). È necessario anche che siano raggiunti i requisiti misurabili di crescita da parte dell’azienda per l’erogazione del premio.

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Il premio di risultato e il welfare

Secondo le specifiche del contratto relative al premio di produzione, il lavoratore può scegliere che questo non venga versato in busta paga ma convertito in prestazioni di welfare. In questo modo il premio non verrà affatto tassato e non si dovranno pagare contributi per premio in busta paga. Neanche l’azienda avrà alcun obbligo contributivo.

Sono sempre da applicare i limiti previsti dalla legge di premi di 3.000 euro per dipendenti con reddito lordo di massimo 80.000 euro. Si tratta di limiti che in alcuni casi decadono, come per l’opzione dell’assistenza sanitaria integrativa o della previdenza complementare.

premio di produzione <br>

Se invece si sceglie la soluzione del welfare premiale, o welfare puro, il funzionamento è ancora più conveniente. In questo caso infatti è possibile evitare la necessità di accordi sindacali o territoriali, ma è sufficiente un regolamento aziendale interno. 

Ma cos’è il welfare premiale? È una strategia secondo la quale l’azienda aggiunge alla retribuzione normale beni, opere o servizi a tutti i lavoratori, nel momento in cui si raggiungono determinati obiettivi. In questo caso non è previsto alcun limite di importo o di reddito annuo. Inoltre questi bonus non concorrono alla determinazione del reddito ai fini ISEE per i lavoratori.

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Le normative sul premio di risultato

Chi è interessato ad approfondire tutti i dettagli legislativi che riguardano i premi così come i requisiti per la detassazione premi di risultato, può consultare le seguenti norme.

Art. 51 DPR n. 917/1986

LEGGE n. 208 del 28 dicembre 2015 (Legge di Stabilità 2016) 

DECRETO 25 marzo 2016

LEGGE n. 232 dell’11 dicembre 2016 (Legge di Bilancio 2017)

LEGGE n. 205 del 27 dicembre 2017 (Legge di Bilancio 2018)

Circolare n. 5 dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2018

Risoluzione n. 55/E dell’Agenzia delle Entrate del 25 settembre 2020

Legge di bilancio 2022

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Come si calcola il premio di produttività?

Per calcolare il premio di risultato è necessario seguire i parametri di qualità, produttività, redditività e efficienza. In seguito al termine di un progetto o al raggiungimento di un obiettivo, questi parametri possono permettere al datore di lavoro di approfittare della tassazione agevolata sui premi di risultato. La normativa prevede che sia dimostrabile il miglioramento delle prestazioni del lavoratore, ma anche l’aumento della redditività dell’azienda rispetto al periodo precedente.

detassazione premi di risultato<br>
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Quanto è tassato il premio di produzione?

Il premio di produzione che viene concesso ai dipendenti secondo i corretti requisiti può accedere alle seguenti agevolazioni fiscali. L’aliquota INPS che il datore di lavoro deve pagare si abbassa al 20% e il lavoratore è esentato dal pagamento di contributi se il premio è fino a 800 euro. Per quanto riguarda l’IRPEF si applica l’imposta sostitutiva del 10% nel caso di premi fino a 3.000 euro versati ai dipendenti con reddito annuo minore di 35.000 euro lordi.

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Come premiare i propri dipendenti?

Premiare i propri dipendenti è possibile sia grazie a premi in busta paga che attraverso diversi fringe benefit che fanno parte del piano welfare aziendale. Ogni azienda dovrebbe scegliere il premio più conveniente per sé e gratificante per il lavoratore. Infatti il valore di un premio può cambiare a seconda delle necessità del caso. La comunicazione con il lavoratore è un aspetto fondamentale per ottenere il risultato sperato dal riconoscimento accordato.

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Chiara Buongiorno