Il ruolo chiave del headhunter nel processo di selezione del personale

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Il ruolo chiave del headhunter nel processo di selezione del personale

di Chiara Buongiorno  - 

07/11/2023

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La figura del head hunter gioca un ruolo chiave nel processo di selezione del personale: aiuta le imprese a conoscere ed inserire nel proprio organico i professionisti più qualificati sul mercato. Inoltre migliora l’employer branding aziendale. Creando una relazione profonda con il candidato contribuisce a creare la migliore immagine possibile dell’azienda e del suo ambiente di lavoro. 

Se ti stai chiedendo cosa sia nello specifico l’head hunting o cacciatore di teste, che dir si voglia, e come si svolga la sua attività durante il processo di selezione del personale, ti basta semplicemente leggere questo articolo.

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 Head hunting: cos’è?

Per portare avanti un buon processo di selezione del personale devono essere coinvolte diverse figure appartenenti al settore delle risorse umane. Tra queste vi è l’head hunter. Vediamo dunque cos’è l’head hunting. Con tale espressione si fa riferimento a quell’attività di individuazione dei talenti più meritevoli da assumere all’interno di un’azienda o di un ente. La sua caratteristica principale risiede nel fatto che la ricerca sia una selezione di candidati passivi. Sfruttando canali specifici e reti social sono gli head hunter stessi a mettersi in contatto con le risorse potenziali. Infatti, come possiamo notare, il significato letterale del termine è proprio cacciatore di teste. 

Gli head hunter cercano i talenti migliori: la loro ricerca non riguarda qualsiasi tipo di profilo, ma il personale altamente specializzato. Dunque l’attività di head hunting è volta a scovare le risorse con molti anni di esperienza e farli conoscere alle aziende che hanno bisogno al loro interno di figure dirigenziali o manageriali. Possiamo parlare di executive search: cercare profili di alto livello professionale che corrispondano a requisiti specifici.

Un head hunter può lavorare come dipendente di un’azienda oppure per conto di una società di head hunting. Di solito svolge la propria attività da solo e non collabora in un team. Può anche essere una figura esterna all’impresa, in quanto professionista freelance che esercita il suo ruolo con partita IVA. 

Per svolgere l’attività di head hunting è necessario essere in possesso di abilità specifiche. Ruolo importante gioca la capacità di valutazione delle potenzialità di un candidato. Inoltre non possono mancare le capacità comunicative, organizzative e amministrative. Risultano utili anche l’abilità di persuasione e la pazienza. 

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Head hunting 

L’head hunting è un’attività di matrice anglosassone che ha conosciuto una spinta maggiore con l’affermarsi dei social network professionali. L’head hunter ha il compito di selezionare e far conoscere alle imprese, agli enti o alle istituzioni le risorse con profili professionali di alto livello. E’ alla ricerca di candidati passivi, che di fatto non stanno cercando lavoro. Proprio per questo deve essere in grado di stimolare la loro curiosità. Ad esempio ci si può riuscire sottolineando gli aspetti positivi dell’offerta di lavoro, in termini economici o in termini di futura crescita personale. 

Vediamo quali sono gli step principali da mettere in atto per un un buon processo di head hunting:

  1. .Definizione degli obiettivi di ricerca 
  2. .Individuazione del target e del settore di riferimento
  3. .Ricerca del potenziale candidato
  4. .Contatto con il potenziale candidato
  5. .Analisi delle motivazioni del candidato e proposta delle opportunità
  6. .Presentazione dei profili in linea con gli obiettivi di ricerca
  7. .Valutazione degli eventuali percorsi di sviluppo 

Nell’attività di head hunting, al fine di riuscire a selezionare il candidato migliore, è importante che l’head hunter conosca in modo approfondito il settore in cui operano i propri clienti. Inoltre si dimostra utile sfruttare la propria rete di contatti. 

Uno degli obiettivi principali di un cacciatore di teste è  quello di togliere alla concorrenza i profili con maggiori skills. Per raggiungere tale obiettivo ci sono una serie di accortezze da seguire: 

  1. .Instaurare una relazione di fiducia con l’azienda con la quale collabora
  2. .Utilizzare i social media per contattare il candidato di interesse
  3. .Studiare nel dettaglio il profilo professionale del candidato
  4. .Instaurare un rapporto con il candidato da selezionare 
  5. .Incontrare dal vivo il candidato per concludere la selezione

Un buon processo di head hunting aiuta a migliorare l’employer branding di un’azienda. Ricordiamo che oggi le imprese avvertono una nuova necessità: promuovere la propria immagine come luogo di lavoro sano e piacevole. Infatti i lavoratori prestano molta attenzione ai valori su cui si fonda un’impresa. In effetti prima di candidarsi ad un’offerta di lavoro, interessati a conoscere la cultura dell’azienda sotto esame, ricercano su di essa il maggior numero di informazioni. Ciò che le risorse vogliono è: 

  1. .Work-life balance
  2. .Innovazione tecnologica
  3. .Possibilità di crescita professionale 
  4. .Qualità dell’ambiente di lavoro. 

Perciò una buona attività di head hunting contribuisce a aumentare l’attrattività di un’azienda agli occhi dei migliori talenti presenti sul mercato. 

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Il cacciatore di teste 

Il ruolo del cacciatore di teste, conosciuto anche come head hunter, sta diventando una figura professionale sempre più ricercata all’interno del mondo aziendale. Si tratta di un ruolo diverso da quello del recruiter, il quale si sofferma su una ricerca ampia di figure professionali, di livello inferiore rispetto a quelle dirigenziali, e attivamente in cerca di lavoro. Come abbiamo già visto il cacciatore di teste, invece, si occupa di un processo di selezione più specifico. Infatti le sue ricerche riguardano un numero più limitato, volto a figure professionali altamente qualificate e che siano candidati passivi. 

La selezione del personale del cacciatore di teste è verticale su un particolare settore: richiede la conoscenza approfondita delle skills tecniche dei candidati. Di certo implica un maggior impiego di tempo, ma è facilitata grazie al network di relazioni professionali sviluppato nel corso della propria carriera. 

Per le aziende la collaborazione con un buon cacciatore di teste è diventata centrale, oltre che utile sotto diversi aspetti. Soprattutto se ci si affida a un professionista le cui capacità sono al pari con la moderna digitalizzazione. In questo modo si possono raggiungere gli obiettivi prefissati in tempi più veloci. L’intelligenza artificiale permette di avere a disposizione, in pochi minuti, un buon numero di profili corrispondenti alla posizione cercata. Inoltre mediante la digitalizzazione dei processi, l’attività del cacciatore di teste è resa più facile: può dedicare più tempo a approfondire la conoscenza del potenziale candidato e individuare il talento migliore. 

Ciò verso cui si punta è che la figura del cacciatore di teste sia sempre più scientifica e specializzata. Si tratta di un ruolo che si sta evolvendo e la cui percezione sul mercato sta cambiando. 

Per un’azienda diventa utile affidarsi a un cacciatore di teste soprattutto quando sia alla ricerca di un profilo professionale di non ampia diffusione sul mercato, oppure quando sia necessario un alto livello di specificità. Di conseguenza è essenziale che il cacciatore di teste conosca nel dettaglio il contesto, i bisogni e le richieste dell’azienda con la quale sta collaborando. In questo modo sarà in grado di individuare e proporre i talenti migliori.

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Chiara Buongiorno