I voucher nel welfare

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Welfare e Benefit Aziendali

I voucher nel welfare

di Chiara Buongiorno  - 

11/08/2022

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Tra i vari benefit che le aziende possono scegliere per i propri dipendenti, la soluzione dei voucher aziendali è spesso molto interessante. Questi particolari buoni possono fare parte di un piano di welfare aziendale e permettono di accedere a diverse tipologie di benefit, a seconda delle necessità di ogni lavoratore.

A sceglierli sono soprattutto le aziende più piccole, non avendo la possibilità di investire su benefit importanti come un asilo aziendale o una convenzione speciale con aziende di servizi esterne. 

La possibilità di offrire benefit ai lavoratori è dunque ampliata e incentivata per diffondere sempre di più la cultura del welfare. In molti casi i welfare voucher sono scelti anche come premi di risultato.

Non è da sottovalutare l’aspetto della flessibilità di questo tipo di benefit, che permette di soddisfare ogni tipo di lavoratore a cui viene concesso. 

Leggendo questo articolo potrai capire di più sul funzionamento dei voucher aziendali, dove e come possono essere utilizzati ed il funzionamento della loro tassazione, per avere una panoramica completa dei welfare voucher, sia per il contribuente che per il datore di lavoro. 

I vantaggi relativi a questa soluzione non sono legati solo alla convenienza fiscale, ma anche e soprattutto al benessere del lavoratore e dell’azienda nel suo complesso.

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Come funzionano i voucher aziendali?

I voucher aziendali sono buoni concessi ai lavoratori al posto di fringe benefit specifici che l’azienda potrebbe scegliere all’interno di un piano di welfare. Per semplificare la spiegazione del funzionamento, si può ricorrere ad una similitudine con i buoni pasto. 

La principale differenza con essi è che i buoni welfare si possono utilizzare per un solo bene o servizio, in un unico momento e quindi con un unico valore. 

I voucher vengono emessi nel momento in cui il lavoratore decide quale prestazione desidera, andando a scalare l’importo totale del benefit concesso dal datore di lavoro. Se ad esempio sono stati previsti 300 euro di buoni welfare, il lavoratore può consultare le strutture convenzionate e richiedere di conseguenza la prestazione specifica, di cui potrà usufruire, anche in tempo reale, attraverso un buono con codice a barre prodotto per la cifra necessaria,. Il lavoratore avrà così in mano una specie di gift card che gli permetterà di acquistare beni o servizi senza dover spendere i propri soldi o richiedere rimborsi da parte dell’azienda. 

Per l’erogazione dei buoni è necessario affidarsi ad app e siti appositi, che forniscono anche le istruzioni specifiche su buoni welfare e dove usarli. 

Le aziende così vanno in contro ad un’ulteriore semplificazione: non devono occuparsi di stipulare accordi direttamente con le strutture scelte per la destinazione dei buoni.

welfare voucher strutture convenzionate<br>

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Welfare voucher: strutture convenzionate

Attraverso le società e le agenzie che si occupano di erogare i voucher, è possibile accedere alle liste delle strutture convenzionate dove spendere i buoni welfare. In molti casi è il datore di lavoro a dover consultare le liste per scegliere quali tipologie di buoni concedere ai propri dipendenti.

Ad esempio servizi come corsi di formazione o abbonamenti per palestre possono non essere disponibili in tutti i casi. Attraverso la consultazione delle preferenze dei dipendenti è possibile effettuare la scelta migliore. 

Sul territorio italiano le strutture convenzionate sono migliaia e coprono generalmente le seguenti aree:

  1. .Istruzione e Formazione, Assistenza Familiari: negli ultimi anni si sta ampliando sempre di più, permettendo ai lavoratori di coprire anche rette scolastiche e i costi dei libri di testo di figli o familiari.
  2. .Viaggi: nell’ambito dei viaggi sono inclusi anche quelli a scopo turistico o personale, anche nel caso in cui si viaggi con la propria famiglia.
  3. .Sport e Benessere: oltre ai comuni abbonamenti per palestre, piscine e personal trainer, si possono utilizzare i buoni per centri benessere, terme o trattamenti.
  4. .Cultura e Tempo libero: in quest’area sono inclusi ingressi ai musei, visite guidate, concerti, eventi e cinema.
  5. .Istruzione e formazione: non solo istruzione e corsi di formazione professionali, ma anche legati agli interessi personali del lavoratore.
  6. .Sanità, Assistenza Familiari: spendendo il voucher in sanità si può accedere a assicurazioni integrative, servizi sanitari come esami e visite specialistiche
  7. .Previdenza: versare il valore del voucher in un fondo pensione può essere una scelta interessante per chi desidera aumentare la propria sicurezza nel periodo in cui smetterà di lavorare.
  8. .Trasporto Pubblico: il trasporto pubblico non solo può coprire le spese dei lavoratori per recarsi in ufficio, ma può anche includere biglietti e abbonamenti personali.
  9. .Buoni Acquisto: una lunga serie di negozi convenzionati permettono di spendere i buoni welfare, dall’arredamento casalingo, all’abbigliamento anche sportivo, all’elettronica.

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I vantaggi dei welfare voucher

I vantaggi dei buoni welfare riguardano sia il lavoratore che il datore di lavoro. Tale benefit può essere considerato come un premio o un riconoscimento alla fine di un progetto o alla conclusione dell’anno lavorativo. Si tratta di una strategia che valorizza l’impegno del lavoratore ed è davvero vantaggiosa per aumentare la sua fidelizzazione. 

Senza dubbio aiuta a migliorare l’employee retention, ovvero il tasso di mantenimento dei lavoratori nell’azienda: più è alto, più sarà facile costruire un business solido e funzionante che riesca a raggiungere gli obiettivi stabiliti. 

La scelta dei buoni welfare può essere particolarmente apprezzata dai lavoratori che cercano flessibilità, o che hanno ognuno necessità diverse. In questi casi le alternative di welfare come le auto aziendali o l’assicurazione integrativa possono non essere efficaci. Ricordiamo che i lavoratori sono soddisfatti quando hanno la possibilità di scegliere i buoni welfare e dove usarli. 

voucher aziendali<br>

I welfare voucher ricadono spesso tra le scelte delle PMI perché offrono un sistema di semplice utilizzo che non richiede alti investimenti. Inoltre permettono di migliorare l’impressione che i talenti in cerca di lavoro hanno delle aziende, attirando così personale qualificato e professionale.

Dall’altra parte i lavoratori potranno avere una migliore work-life balance e poter quindi respirare un clima aziendale più positivo e proficuo. Grazie alla serenità e alla soddisfazione, anche i rapporti all’interno dei team possono essere migliorati sensibilmente.

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La tassazione dei welfare voucher

Tra i maggiori vantaggi legati ai welfare voucher si può parlare sicuramente delle agevolazioni fiscali. Secondo l’Articolo 51 comma 3 del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) i welfare voucher rientrano nei fringe benefit di welfare: dunque ottengono le stesse detassazioni.

Nello specifico qualsiasi voucher di un valore al di sotto di 258,23 euro non viene conteggiato all’interno del reddito del lavoratore ed è quindi esente da tasse. Anche il datore di lavoro che lo eroga non dovrà trattenere alcuna cifra ai fini di tassazione. 

È bene notare che i buoni pasto non vanno mai a concorrere al reddito del lavoratore. Questa modalità è molto conveniente perché dà accesso a una cifra netta, indipendentemente dalla scelta di buoni welfare e dove spenderli.

Nel caso in cui il lavoratore abbia simultaneamente fringe benefits e voucher welfare, allora la normativa è leggermente diversa. È stato deciso infatti che entrambe le modalità di welfare andranno a sommarsi per controllare se la soglia di 258,23 euro viene superata. Questo rende la detassazione leggermente più rara, poiché la cifra indicata come soglia è bassa per includere benefit come ad esempio un’auto aziendale e un premio di produzione in welfare voucher.

buoni welfare<br>

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Cosa sono i buoni welfare?

I buoni welfare sono voucher offerti dal datore di lavoro che possono essere spesi presso strutture convenzionate. Questi danno accesso a una moltitudine di beni e servizi, per i quali il lavoratore non dovrà spendere il proprio denaro. Rientrano nella categoria di pagamenti in natura e possono essere detassati se rientrano al di sotto di una soglia di 258,23 euro. Grazie ai buoni welfare si possono assegnare premi ai lavoratori con un sistema flessibile e conveniente.

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Come funziona il welfare?

Il welfare è l’insieme di benefit e agevolazioni che un’azienda può mettere a disposizione del lavoratore, per migliorare il suo complessivo stato di benessere. Nel welfare sono incluse numerose possibilità, da un’auto aziendale, a un’assicurazione sanitaria, a un piano di previdenza integrativo, fino a voucher spendibili presso supermercati e negozi. Anche l’assistenza alla famiglia del lavoratore è tenuta in considerazione, attraverso un ampliamento delle assicurazioni oppure una copertura dei costi di istruzione o asilo.

buoni welfare dove spenderli<br>

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Chi accetta i buoni welfare?

Sono migliaia le aziende e le società convenzionate con il sistema dei buoni welfare. Per scegliere quali beni o servizi utilizzare, è necessario consultare le liste delle strutture convenzionate proposte dal proprio datore di lavoro o dalle società che erogano i buoni welfare.
 
I lavoratori possono scegliere tra moltissime soluzioni, per avere il massimo della soddisfazione e del benessere, sulla base del premio ricevuto dall’azienda.

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Chiara Buongiorno